Suggestivi i diversi palazzi fatti costruire al tempo delle baronie dalle diverse famiglie, tra cui il più importante e grandioso è sicuramente il Palazzo Milio-Ficarra (o Palazzo Baronale).
A Lucio Piccolo di Calanovella poeta amato dal Montale, che aveva individuato in Ficarra la terra di origine dei suoi antenati, è stata intitolata di recente la piazza “Lucio Piccolo”, dalla quale si possono ammirare dei tramonti davvero suggestivi.
Le attività economiche principali di Ficarra sono l’agricoltura e l’artigianato. Le colture prevalenti sono le olive, gli agrumi, le nocciole e l’uva. Per quanto riguarda l’artigianato caratteristici sono i ricami a mano e i manufatti in vimini, legno e pietra arenaria. Grande rilievo viene dato anche all’allevamento del baco da seta.
La storia di Ficarra è costituita dai personaggi illustri che sono nati e hanno vissuto per anni nel loro paese:
Vincenzo Piccolo Cupani, nato a Ficarra il 15 Novembre 1835, parlamentare per 6 legislature e primo governatore di Eritrea.
Pietro Pizzuto nato a Ficarra il 9 Gennaio 1891, è ricordato insieme a Sandro Pertini come esponente di spicco dell’antifascismo.
Michele Mancuso nacque a Ficarra nel 1892 divenne presto uno dei più prestigiosi docenti siciliani di letteratura classica.
Dottor Tano Milio nato nel 1920, personaggio eclettico fu pittore, scrittore, poeta e sindaco.
Giovanni Gerbino nato nel 1895, amico di Depero, fu inserito nell’antologia dei poeti futuristi con diverse pubblicazioni.
Giuseppe Celona, ficarrese di adozione, docente, scrittore e poeta fondatore del Gruppo Folklorico “I Nebrodi”.
Le paste di mandorla, chiamate in dialetto "Pasti i mennula" sono elaborati dolci a base di mandorle e ricoperti di glassa e coloratissima diavolina ormai preparati in ogni tempo, ma legati principalmente al rito pasquale. La classica forma a mezzaluna suggerisce tuttavia una probabile matrice araba del dolce, fatta propria dalla tradizione cristiana. Nel tempo, alla tradizionale forma se ne sono aggiunte altre, scaturite dalla vivace fantasia popolare. E così le paste di mandorla vengono oggi modellate ora a forma di cuore, ora rotondeggianti, allungate, a cestino.
A incuriosire è il nome, praticamente intraducibile, ma anche il loro caratteristico colore rosso ottenuto aggiungendo colorante nel corso della preparazione. Era questo certamente un modo per impreziosire un dolce altrimenti povero e senza particolari pretese estetiche.
Ottimo dolce, dalle notevoli proprietà caloriche, a base di nocciole e fichi secchi. Di origine contadina, un tempo lo si portava a tavola esclusivamente per le feste comandate.
Per l'originale e curiosa forma ad "esse", le estremità tagliate a punta di coltello e la particolare preparazione, i biscotti duri detti anche "biscotti allivitati" (lievitati) quasi certamente sono da ricondurre ad una produzione tipicamente locale. Non si ha infatti notizia di dolci analoghi per forma ed ingredienti in altre aree della provincia peloritana. Per la semplicità degli ingredienti, l'origine dei biscotti duri è probabilmente da collocare nella tradizione contadina e solo successivamente trasferita all'arte dolciaria.
Un nome strano ed intraducibile per indicare una varietà di dolci che al tradizione lega principalmente alla ricorrenza dei morti. Qualcuno li chiama anche "ossa di mortu" ma sono ben diversi dal dolce palermitano noto con questo nome altrettanto strano. Semplici gli ingredienti, ma decisamente laboriosa la preparazione.