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Lisabetta da Messina


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La leggenda di cui andremo a parlare con buona probabilità nasce da degli eventi storici scaturiti dalla vita personale della regina Elisabetta di Carizia (figlia del Re Enrico II di Boemia) che regno in Sicilia verso la metà del 300, quando Messina era sede della Corte Reale di Sicilia.

I fatti storici avvenuti in quel periodo fanno pensare che la Regina Elisabetta avesse qualche coinvolgimento sentimentale con il Nobile Matteo Palizzi, il quale infatti, fece rapida carriera all’interno della Corte Reale di Sicilia nonostante i suoi modi fossero oltremodo ingiusti. Matteo Palizzi infatti, che dapprima fu nominato dalla Regina Elisabetta “Consigliere Personale” (carica governativa già di elevata importanza), diventò presto “Maestro Razionale del Regno”, e poi addirittura “Stradigò della Città di Messina” e con se fece buona carriera anche il fratello Damiano Palizzi che diventò “Gran Cancelliere del Regno”.

Numerose furono le dicerie su Matteo Palizzi e la regina Elisabetta di Carizia, ma nonostante tutto i due fratelli fecero lo stesso rapida carriera, e le dicerie non fecero che peggiorare i comportamenti di Matteo, il quale non esitava ad imprigionare senza alcun regolare processo, chiunque lo contraddisse o non gli portasse rispetto.

Con la sua condotta, Matteo non fece altro che attirare su di se l’odio e il desiderio di vendetta di tutti coloro, nobili e non, che subirono il suo comportamento perfido e senza cuore, ben presto infatti il popolo si ribellò assaltando la sua dimora e poi anche il Palazzo Reale, e nonostante la Regina Elisabetta tentasse ancora in tutti i modi, di proteggerlo dal popolo, il linciaggio fu inevitabile.

Con questo evento la Regina Elisabetta subì certamente un duro colpo, e il suo dispiacere trapelava agli occhi di tutti, al punto da confermare le voci sui presunti sentimenti che legavano la Regina al Matteo Palizzi. Qualche cantastorie, giullare o menestrello dell’epoca potrebbe dunque averne fatto una storia divenuta leggenda.

La storia/leggenda parla di una donna di nome Lisabetta e dei suoi tre fratelli, ricchi mercanti. Lisabetta si sarebbe innamorata del giovane garzone di nome Lorenzo che lavorava per i suoi fratelli, ma i fratelli non avrebbero mai approvato il fidanzamento con Lorenzo per via della differenza sociale tra i due, per ciò si frequentavano di nascosto.

Ogni notte, dopo aver finto di essersi addormentata, Lisabetta si introduceva furtivamente nella stanza del garzone al piano sotto. Una notte però uno dei due fratelli che si era alzato per andare alla latrina notò la sorella muoversi verso la stanza del garzone, il fratello resto ad osservare, senza essere notato, Lisabetta entrava in quella stanza, ed aspettò nascosto per oltre un’ora, finché non decise di far finta di niente, ed aspettare di conferire con gli altri fratelli.

L’indomani raccontò l’accaduto agli altri due fratelli e insieme decisero che avrebbero fatto finta di niente, ma quando possibile avrebbero attirato il garzone lontano dal villaggio e lo avrebbero tolto di mezzo, per garantire alla sorella un matrimonio con qualcuno di adeguate condizioni economiche.


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