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Demografia e Altro

Abitanti 2.000 circa
Densità 144 abitanti/Km²
Superfice 14 Km²
Altitudine 80 m
Santo Patrono San Nicola di Bari
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Gualtieri Sicaminò


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Gualtieri Sicaminò dall'altoLa chiesa centrale e l’ormai famosa cascata di Gualtieri, sono sempre mete di numerosi turisti. Soprattutto la Cascata di Gualtieri è il luogo ideale per pik-nik e scampagnate, una meravigliosa castata che vede speso turisti per Pasquetta e per il primo maggio.

Storia

Il territorio corrisponde a quelli che un tempo erano due feudi separati, Gualtieri (o Guateri) e Sicaminò (greco che significa “gelso”), poi uniti nel 1836. Ad’oggi il comune si divide nelle due frazioni su dette, e la frazione Soccorso.

La notizia storica più antica risale a quando la chiesa di S. Nicola del feudo Sicaminò fu donata all’abbazia basiliana di Santa Maria di Mandanici intorno all’anno 1100, poi riedificata nel 1769 da Francesco Avarna (Feudatario del tempo) poiché la chiesa era stata distrutta.

La chiesa di S. Nicola fu assegnata all’Arcidiocesi di Messina nel 1792 e oggi è gestita dalla parrocchia di Condrò, piccolo paese con il quale Gualtieri Sicaminò ha sempre avuto stretti legami.

Il documento più datato sul feudo di Gualtieri è risalente a quando fu assegnato da Federico II di Svevia a Guglielmo Marino nel 1212 per poi passare in mano a Domenico Graffeo nel 1649 a seguito delle nozze con Elisabetta Marino.

Il feudo di Gualtieri fu acquistato nel 1800 da Bartolomeo Avarna feudatario di Sicaminò, unendo così i due feudi, che nonostante tutto continuarono ad amministrarsi separatamente fino al 1835 quando Carlo Avarna (Primo Ministro del Regno delle due Sicilie) completò l’unificazione dei due comuni.

Arte

Alcuni dei beni artistici di Gualtieri Sicaminò sono purtroppo andati distrutti, tuttavia sono ancora visibili le chiese dell’Itria e di Sant’Antonio da Padova. Altre chiese anche se ancora agibili, spesso restano chiuse. Le chiese aperte al pubblico per tutto l’anno sono: La chiesa madre di Gualtieri Centro e quella di Soccorso.


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