Piccole iniziative di grande partecipazione per una cultura ecologica che valorizza la decorazione naturalistica degli insediamenti edificati.
Balconi fioriti gareggiano in tutta Italia dalla primavera all’estate .
Si è fatto appello all’antica disposizione, prevalentemente femminile, ad adornare balconi, vicoli e viuzze, a quel sentimento raffinato con naturalezza, che solitamente appartiene alle donne e a chi ha disposizione amorosa per la cura e la bellezza. Ed è nata una gara collettiva, civica, non competitiva ma partecipativa: ditelo con un fiore.. quanto amate la vostra città.
Un balcone fiorito è un’opera di convivenza cordiale, per questo ho accettato l’invito a partecipare alla giuria del “Balcone fiorito” nel Comune di Sinagra, indetto dalla instancabile Pro Loco nella 8° edizione.
In tutta Italia, soprattutto del centro-nord, da giugno a settembre è un affollarsi di concorsi cittadini intitolati Balcone Fiorito (compresi i grandi comuni come Varese,Verona, Sondrio, Macerata, Arezzo e la metropoli Milano e il noto S. Giovanni Rotondo). Nel Meridione ho rintracciato solo pochissimi comuni in Basilicata, Calabria e Sicilia, dove due hanno scelto questo tipo di attività: P.zza Armerina e Sinagra. Secondo me a Garibaldi sarebbero piaciuti i balconi fioriti in tutta la penisola, lui Nizzardo della Provenza fiorita, che ha scelto la camicia rossa, come fosse una petunia generosa e avventurosa nella brezza da maggio a ottobre.
Sono convinta che nella cittadina in cui crescono fiori nei balconi e nei giardini, si accresca il senso di sicurezza, perché si dimostra in metafora di saper curare la delicatezza personalizzata; un paese fiorito lancia un messaggio di comunicazione pacifica, come un’offerta di convivenza cordiale direttamente dai cittadini in con-corso a dare un’immagine di identità collettiva positiva, con le autorità a supporto invece che in testa. Non si tratta di una esibizione momentanea, com’è la nobile infiorata, ma di un effetto/affetto duraturo, coltivato, che parla di come il cuore e le mani, per lo più di casalinghe, valorizzino la natura, l’ambiente, l’arte, mescolandoli insieme.
Ne nascono meraviglie come il paradiso naturalistico di intere muraglie di viuzze rocciose ricoperte di varietà di succulente disposte con criterio e perizia decorativa, o come certi contenitori di fortuna, anche la caffettiera, acquistino senso estetico di una modernità talvolta irriverente ma simpaticissima. Ho visto tramutarsi in giardino, con accettabili pretese architettoniche, perfino il contorno di un depuratore d’acque reflue.
E’ ormai un leit motiv ”il fiore è un mezzo straordinario di poco costo ma di grande effetto, capace di trasformare lo scorcio di una via, la piccola finestra di un cortile o il balcone spoglio di un palazzo”, capace soprattutto di comunicare una identità, il riferimento di una localizzazione quanto e più di un numero civico, perché contiene la connotazione psicologica di chi lo ha scelto e curato, suscitando allegria, alterigia, gioia, allegria, associa a sé le persone e gli edifici che lo custodiscono.
Questo nostro paese, devastato dagli incendi dolosi e dall’abusivismo cementizio, ha bisogno di ritrovare un po’ d’armonia con la natura, di riflettere sul propagarsi delle piante, sulle loro necessità, sul rapporto fra ecosistema naturalistico e vivibilità umana, sulla longevità degli alberi e la finitezza dei fiori. Come ambientalista, propongo questo augurio: “ Vorrei regalare a ogni famiglia un pollice verde perché, ammaliando le piante, i sinagresi possano costituire, con balconi e giardini, un contesto di vita e di eleganza in armonia con i monumenti e i palazzi della loro città e con la loro verdissima valle”.
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione di premiazione a Sinagra, su giuria, premi e partecipanti, per la lettura delle fotografie, collegarsi al sito della Pro Loco Sinagra