Il 15 gennaio alle ore 12 a Messina in piazza della Repubblica 27 nella sede dell’A.R.Ve.D., un’agenzia immobiliare incaricata dal Tribunale di Messina di eseguire le vendite giudiziarie, avrà luogo l’alienazione del Castello di Schisò, grande e importante immobile storico che si trova sul lungomare di Giardini Naxos vicino al porto. Il prezzo di partenza è di Euro 2.100.000 con rilancio minimo di 50.000 Euro.
Il Castello di Schisò è un edificio le cui vicende storiche sono collegate intimamente a Giardini Naxos e al suo territorio. Costruito nell’epoca tardo medievale (secoli XIII-XIV) era un castello appartenente alla Corona Spagnola e controllava il porto di Schisò descritto già nel 1154 dal geografo di Ruggero II Edrisi come un attivo scalo commerciale che funzionando da scalo intermedio nella rotta marittima Messina - Catania serviva ad esportare i prodotti agricoli della vallata dell’Alcantara. La sua importanza strategica era tale che nelle carte geografiche settecentesche della Sicilia veniva riportata la posizione del Castello prima ancora di quella dell’agglomerato di case del “Borgo Delli Giardini” che poi sarebbe diventato l’attuale Giardini Naxos.
Nel ‘700 passò in proprietà alla famiglia nobiliare De Spucches, marchesi di Schisò e Gaggi, che nel settembre del 1713 ospitarono per tre giorni il nuovo re Vittorio Amedeo II di Savoia durante il suo viaggio in Sicilia.
Durante il corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni della fase più antica del Castello rimangono due torri cilindriche a scarpata che fanno ipotizzare un complesso militare quadrangolare fortificato di tipo angioino con quattro torri circolari collegate fra loro da alte mura (della stessa tipologia del Castello Ursino a Catania). Nel ‘500 il complesso, in seguito agli attacchi pirateschi, viene rimaneggiato: oltre alla costruzione della torre quadrangolare con i beccatelli lavici e al nucleo residenziale oggi visibili dal lungomare, il castello incorpora al suo interno un impianto per la lavorazione della canna da zucchero che veniva prodotta nella zona e una piccola chiesetta intitolata a San Pantaleo. Una terza e ultima fase costruttiva si ha alla fine dell’’800: la facciata che prospettava sul lungomare viene ingentilita da una serie di balconi secondo una tipologia adottata per i palazzi di civile abitazione e alla lavorazione della canna da zucchero si sostituisce una fabbrica di derivati agrumari.
Il Castello di Schisò, ubicato sopra un modesto rilievo formato da una colata lavica di età preistorica, domina la baia di Giardini Naxos ed è contiguo al Parco Archeologico di Naxos; era uno dei tre capisaldi che controllavano la baia, gli altri due ovvero la Torre Vignazza e il basso torrione posto sul Capo Schisò appartengono già al Demanio della Regione Siciliana e sarebbe auspicabile un acquisto da parte della Regione o del Comune del Castello anche per riunificare l’antica unitarietà delle tre strutture. Il palazzo ha una superficie coperta di 2.800 mq con due ampi cortili interni scoperti che servono da disimpegno ai vari corpi di fabbrica e per dimensioni, posizione e valenza storico-architettonica si può prestare a svariati usi pubblici collettivi quali: Centro Congressi, Museo, Sede di Rappresentanza per citarne solo alcuni ed inoltre potrebbe contribuire in modo molto incisivo alla destagionalizzazione del turismo a Giardini Naxos con l’organizzazione di iniziative culturali nel corso di tutto l’anno.