Per prendersi cura del territorio occorre innanzitutto conoscerlo. E farlo prima che esso si degradi irrimediabilmente ed i segni impressivi dagli uomini nel corso dei secoli scompaiano. E soprattutto occorre farlo dotandosi di strumenti e metodi cognitivi innovativi, adeguati ad una realtà come quella territoriale stratificata e di pluriforme complessità.
La Pro Loco di Sinagra ha dato avvio in questi giorni ad una operazione catalografica su piattaforma Gis degli elementi più significativi del paesaggio culturale, un bene giuridicamente riconosciuto e tutelato anche in Italia dopo la recente entrata in vigore della Convenzione Europea sul Paesaggio.
L'intento è quello di contribuire ancora più efficacemente ad una conoscenza del patrimonio territoriale, storico, architettonico ed ambientale del comune nebroideo, che diventi nel tempo sempre più articolata e ricca, chiamando a raccolta in un percorso di valorizzazione e gestione delle risorse territoriali, competenze e saperi più disparati, sollecitando la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini. Insomma approntare dal basso, attraverso la partecipazione dei cittadini un primo strumento in grado di rispondere alle esigenze di valorizzazione del territorio.
E' auspicabile al riguardo che tutte le informazioni raccolte possano confluire in un futuro non lontano in un sistema informativo pubblico per la gestione e la pianificazione del territorio e dell'ambiente.
Da alcuni anni la Pro Loco effettua la ricerca e l'identificazione di tutte le strutture significative dal punto di vista culturale presenti nel territorio comunale. Un primo inventario, organico e istematico, dei palmenti in pietra e delle fontane e sorgive disseminati nel territorio è stato perfezionato in questi giorni con un nuovo censimento su base cartografica,utilizzando la CTR alla scala di dettaglio 1:10.000.
In particolare è stato effettuato allo scopo di individuarle puntualmente ed inequivocabilmente il censimento geo-referenziato con GPS, con successiva correzione dei dati, di tutte di tutte le strutture presenti comprendendo anche quelle scomparse di cui però si ha notizia certa.
I punti con cui le strutture sono state posizionate con precisione rapporta alla scala di appresentazione, in forma planimetrica e non simbolica, sono andati a costituire, sotto forma di shape file, la componente geografica della costituenda banca dati e sono stati raccordati, attraverso campi chiave, alle informazioni alfanumeriche dell'inventario già elaborato dall'associazione e contenute in apposite schede descrittive, recanti tra l'altro dati toponomastici, sulla proprietà, le condizioni di conservazione nonché le immagini delle strutture e dei manufatti.
Ne è scaturita già una carta estremamente precisa, su una base cartografica ufficiale quale quella della regione Siciliana, circa la distribuzione territoriale di questi elementi del paesaggio culturale che nel caso dei cosiddetti "palmenti saraceni" sono la testimonianza fossile di assetti agrari ed usi del suolo esistenti molti secoli addietro. La maggior parte di queste strutture versa oggi, rischiando l'imminente scomparsa, nel più completo abbandono, ed insieme a queste, nelle medesime condizioni, sono le moltissime chiesette rurali, come quella della contrada di Mezzagosto con il suo sarcofago medievale. Sarebbe invece auspicabile un piano di recupero e di tutela con finanziamenti ed incentivi ai proprietari coinvolti.