Grave Situazione Economico-Finanziaria delle società partecipate da comune di Messina e ATM

Pubblicato il 17/12/11

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Riteniamo opportuno sottolineare la situazione critica in cui versano le sottoelencate società partecipate dal Comune e l’A.T.M, alla luce dei dati risultanti dai bilanci d’esercizio al 31.12.2010 e la loro decisiva incidenza sui già precari equilibri finanziari del bilancio comunale.

ATM – E’ ormai un dato accertato, sulla base della documentazione acquisita, l’importo di oltre €. 50.000.000,00 di passività dell’Azienda Speciale (che il Comune dovrà ripianare o a titolo di perdite o di debito nei confronti dell’azienda), di cui però non v’è la benché minima traccia nei bilanci comunali a tutt’oggi approvati.

AMAM – Le criticità evidenziate in sede di discussione consiliare sono confermate dal parere rilasciato dal Collegio Sindacale della Società A.M.A.M. S.p.a., datato 13 giugno 2011 ed assunto dall’A.M.AM. S.p.A. al prot. n. 10943 del 14 giugno 2011, dal quale emergono i sottoelencati rilievi, di assoluta rilevanza e incidenza rispetto alla garanzia degli equilibri finanziari del bilancio comunale:

I crediti verso clienti ammontano al 31.12.2010 complessivamente a € 76.826.611,00 al netto degli storni dei canoni di depurazione, fatture da emettere, accantonamenti e fondo svalutazione crediti (al 31.12.2009 ammontavano a € 69.701.283,00).

Al riguardo, come evidenziato dalle relazioni della società di recupero crediti FIRE S.p.a. del 30.03.2011 e del 31.05.2011, per il solo periodo dal 1999 al 2005, i crediti gestiti soggetti a rischio prescrizione ammontano ad € 5.135.907,00 in assenza di notifica. Alla predetta società, alla chiusura dell’esercizio 2010, risultano affidati (anni dal 1999 al 2008) crediti per un totale di € 82.158.007,00 – al netto di quelli richiamati dall’Azienda e/o restituiti per € 8.627.114,00 – pari al 35,13% del fatturato complessivo: quelli recuperati al 31.12.2010 risultano pari € 44.482.842,00.

Complessivamente (gestione FIRE spa e gestione interna) i crediti a rischio prescrizione – se non dovessero riscontrarsi atti interruttivi – ammonterebbero a € 26.688.226,00 pari a circa il 36,58% del totale dei crediti vantati nei confronti dell’utenza. La percentuale media annua del non incassato (fino all’anno 2005) è pari al 16,39% rispetto al fatturato.

Per quanto sopra, risulta evidente che, in modo precauzionale, la Società avrebbe dovuto prevedere un adeguato stanziamento nel “Fondo svalutazione crediti”, che invece ammonta a soli € 3.755.198,00.

Tra i vari dati relativi ai debiti della Società verso fornitori si evidenziano i seguenti importi:

 

1)     € 12.966.427,23               –             SICILIACQUE spa;

2)     € 10.021.364,95 -             ENEL ENERGIA spa;

3)     €   7.849.373,51 -             EAS;

4)     €   2.862.117,59 -             EDISON ENERGIA spa;

5)     €   1.282.648,17 -             FIRE spa;

I debiti sopra elencati fanno rilevare forti preoccupazioni sia per la continuità del servizio idrico, in quanto alcuni riguardano società fornitrici di utenze, sia per il concreto rischio dell’instaurarsi di procedure esecutive contro la Società AMAM.

Il Collegio ancora una volta invita la proprietà, per quanto concerne la società AMAM, al rispetto del decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000, che al comma 1 dell’art. 115 (“trasformazione delle aziende speciali in società per azioni”) dispone che “i comuni, le provincie e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le aziende speciali in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non superiore a due anni dalla trasformazione”.

Il Collegio richiama quanto previsto dall’art. 25 dello statuto sociale che cita testualmente: “il bilancio annuale della società, ferme restando le attribuzioni del Collegio Sindacale, dovrà essere sottoposto a certificazione da parte di una società di revisione  avente……..omissis…….Il conferimento dell’incarico è deliberato dal Consiglio di Amministrazione”. Nessuna certificazione risulta, dagli atti allegati al bilancio, essere stata rilasciata da alcuna società di Revisione.

 

ATO 3, MESSINAMBIENTE - Ormai da tempo questo partito ha evidenziato notevoli, quanto gravi, discrasie tra i bilanci delle due Società a totale capitale pubblico, che tuttavia sono stati sempre incomprensibilmente approvati entrambi dal Socio Comune di Messina, senza che di ciò vi fosse un riscontro finanziario nel bilancio del Comune stesso. Infatti, il Comune di Messina, nella qualità di Socio di entrambe le società, ha approvato, fino al 31.12.2008, i bilanci delle due società pur essendo gli stessi  incompatibili e disallineati per svariate decine di milioni di euro relativamente ai rapporti di credito/debito intercorrenti tra le stesse.

Invero, in assenza di sinergia fra i tre Enti, che in questi ultimi anni si sono ignorati a vicenda, Messinambiente, nonostante le regole della Contabilità pubblica che impongono l’esistenza della copertura finanziaria delle spese, ha per il 2007, 2008, 2009 e il 2010, assunto, per quanto è stato possibile evincere dai documenti contabili, obbligazioni per una cifra superiore rispetto a quella che il Comune di Messina ha imputato nei suoi bilanci e che ha trasferito alla Società ATO ME 3.

Infatti, nell’anno 2007, mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 22 milioni di euro, quest’ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 28.807.070 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 347.298 per la Messinambiente, e con una perdita di euro 83.408 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in caso contrario dovrebbero essere ripianate dal socio Comune di Messina.

 

A seguire nell’anno 2008,  mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 21 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.654.175 euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con un utile di 428.972 per la  Messinambiente, e con una perdita di euro 62.035 per la società ATO ME 3, non facendo emergere perdite per circa 7 milioni di euro che in anche in questo caso dovevano essere ripianate dal socio Comune di Messina.

Ancora a seguire nell’anno 2009,  mentre la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 24 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.133.666 di euro. Questa differente contabilizzazione di costi/ricavi permette alle due società di chiudere l’esercizio con una perdita di euro 2.221.472 per la Messinambiente, e con un utile di euro 27.821. per la società ATO ME 3. Tale differente contabilizzazione di costi/ricavi tra le due società non fa emergere perdite per circa 3 milioni di euro che, in anche in questo caso, dovranno  essere ripianate dal socio Comune di Messina, insieme alla consistente perdita di esercizio della Messinambiente.

Per ultimo, nell’anno 2010, la società ATO ME 3 s.p.a. contabilizza costi nei confronti della Messinambiente per servizi resi per circa 24 milioni di euro, questa ultima contabilizza ricavi nei confronti dell’ATO per 27.110.272 euro. Tale differente contabilizzazione di costi/ricavi tra le due società non fa emergere perdite per circa 3 milioni di euro che, in anche in questo caso, dovranno essere ripianate dal socio Comune di Messina, insieme alla consistente perdita di esercizio della Messinambiente e dell’ATO ME 3, euro 5.454.949 per la prima ed euro 355.752  per la seconda.

La mancanza di liquidità della Società Messinambiente, ha generato nel tempo, oltre ad una enorme esposizione debitoria per euro 42.498.209 al 31/12/2010, anche oneri finanziari per interessi e sanzioni su tributi e contributi. Tale evenienza è chiaramente rappresentata nella relazione sulla gestione allegata al bilancio 2010 della società, di cui si riportano i seguenti stralci:

 “…..Si evidenzia che la società nel corso del 2010 è stata oggetto di verifica da parte della GdF relativamente ai periodi di imposta 2008 e 2009, successivamente estesa all’anno 2007. L’accesso iniziato ad aprile 2010, ha avuto termine con la redazione del PVC datato 7 dicembre 2010. Il PVC ha rilevato il mancato versamento di imposte per complessivi euro 16.260.000,00,correttamente rilevati nel  bilancio della Messinambiente al 31.12.2009,…….oltre alle imposte dell’esercizio per euro 1.292.839,00.” 

“La grave inadempienza relativa al mancato pagamento dei servizi resi, ha causato l’omissione o il tardivo versamento di tributi e conseguentemente ha determinato onerosi stanziamenti di sanzioni ed interessi, che hanno inficiato, i risultati economici dei bilanci dei relativi esercizi per un totale di euro 7.972.025,00”………

“Debiti della Società Messinambiente al 31 dicembre 2010:

debiti verso banche                                       euro       348.000,00

anticipi da clienti                                          euro       300.000,00

debiti verso fornitori                                    euro    9.057.680,00

debiti verso imprese controllate                 euro         96.890,00

debiti verso imprese collegate                    euro    3.706.245,00

debiti verso controllanti                               euro    1.065.000,00

debiti tributari                                               euro  21.542.253,00

debiti verso istituti di previdenza                 euro    3.120.106,00

altri debiti                                                       euro    3.909.387,00

 

totale                                                                euro  42.498.209,00…”

 

…..”In particolare, in riferimento all’A.T.O. ME 3, il Comune di Messina, socio di maggioranza di entrambe le società, nell’ambito dei poteri finanziari di indirizzo che gli competono, dovrebbe svolgere quella attività necessaria a dirimere le controversie pendenti presso il Tribunale di Messina per definire le posizioni relative principalmente agli esercizi 2007, 2008, 2009 e 2010 e ad indirizzare l’attività delle due società sottoposte a comune controllo (Messinambiente e A.T.O. ME 3) sia nel rispetto della convenzione, ai sensi della quale Messinambiente vanta, al 31 dicembre 2010, nei confronti dell’A.T.O. ME 3, un credito di euro 30.753.085,00”………

……”La mancata assunzione da parte del socio di maggioranza degli obblighi previsti dagli artt. 2446 e 2447 del codice civile ha compromesso seriamente la capacità della Messinambiente S.p.A. di continuare ad operare come soggetto giuridico in funzionamento, pertanto qualora nell’assemblea all’uopo convocata, il socio Comune di Messina, non intraprenda le azioni necessarie suggerite dall’Amministratore Unico pro tempore nel bilancio al 31.12.2009 e richiamate e ribadite nel bilancio al 31.12.2010, finalizzate alla ricapitalizzazione ed al rilancio della Società, la liquidazione non potrà essere evitata.”……………….

Da evidenziare che il Comune di Messina è il Socio totalitario (A.T.O. 3 s.p.a.) o assolutamente maggioritario (Messinambiente s.p.a.) delle società “de quibus”, pur essendo pienamente a conoscenza della incompatibilità tra i bilanci delle due società partecipate, in sede di assemblee dei soci, fino al 31.12.2008, ha approvato i bilanci non facendo emergere consistenti perdite e cosa ancora più grave non prevedendo tali somme in bilancio!

Di particolare rilevanza è anche il parere rilasciato in data 13.06.2011 dal Collegio Sindacale dell’A.T.O. ME 3, ed assunto al prot. n. 4853 del 18.06.2011, dal quale emergono i sottoelencati rilievi, di assoluta importanza e incidenza rispetto al bilancio comunale:

Emergono significativi scostamenti contabili nei saldi creditori e debitori al 31.12.2010 tra la società d’Ambito e la società Messinambiente S.p.a.;

Si specifica che la società Messinambiente S.p.a., con atto di citazione notificato in data 1° marzo 2010 alla società ATO ME 3 S.p.a., ha rivendicato un credito, nei confronti di questa ultima, a titolo di competenze non liquidate e relative alla gestione integrata dei rifiuti e l’esecuzione di servizi di igiene ambientale per il periodo 2007 – 2009 per un importo pari ad euro 24.634.507,22 oltre iva. In merito la società in sede di costituzione in giudizio, stante l’evidente comunanza di posizioni giuridiche controverse, ha chiamato in causa il Comune di Messina, al fine di esserne tenuta indenne in ipotesi di soccombenza rispetto alle domande spiegate in via principale dalla Messinambiente S.p.a.

In conseguenza di ciò, nel bilancio della società A.T.O. ME 3, è stato previsto, a titolo prudenziale, un accantonamento di soli euro 210.000,00 al “Fondo rischi su giudizi pendenti”, corrispondente alla irrisoria percentuale dello 0,85 % dell’intera somma (24.634.507,22), molto bassa rispetto al rischio.

Ma dato certamente più rilevante è l’assenza di uno stanziamento nel bilancio comunale di somme per fare fronte a tali uscite che in ogni caso resteranno a carico del Comune di Messina:

- sia in ipotesi di soccombenza dell’A.T.O., perché dovranno essere ripianate le perdite della società partecipata al 100% dal Comune di Messina;

- sia in ipotesi di condanna diretta, all’esito del contenzioso, del Comune di Messina tenere in ogni caso indenne l’A.T.O. per i pagamenti da effettuare in favore di Messinambiente;

- sia in caso di soccombenza di Messinambiente, perché anche in tale ipotesi dovrà essere il Comune di Messina a ripianare la perdita di bilancio di tale società, anch’essa partecipata al 98% dallo stesso Comune di Messina.

A tutt’oggi, inoltre, non risultano ancora approvati dall’Assemblea dei Soci (Comune di Messina) i bilanci d’esercizio 2009 e 2010 della Società Messinambiente S.p.a., unici bilanci d’esercizio a non essere stati approvati tra tutte le Società partecipate dal Comune di Messina.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, più che un’operazione verità, il sig. Sindaco dovrebbe fare un’operazione ……….. PENITENZA!!!!

Il Coordinatore Cittadino

di Futuro e Libertà per l’Italia

Nello Pergolizzi


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