Il sequestro delle gallerie disposto dalla Procura della Repubblica di Patti, che sta indagando sul mancato impiego di fondi per la messa in opera dei lavori di manutenzione da diversi anni a questa parte porta alla luce una situazione gestionale scandalosa più volte denunziata da questa Associazione. Ci riferiamo alla Concessionaria per le Autostrade Siciliane, ente che, stranamente, è al
contempo partecipato e vigilato dai burocrati della Regione Siciliana.
Non comprendiamo la recente affermazione dell'assessore regionale dott. Russo Pietro Carmelo, secondo il quale a provvedere all'erogazione dei fondi
necessari per i lavori del CAS avrebbe dovuto provvedere il Governo nazionale, oggi l'esecutivo di Mario Monti.
La magistratura sta indagando sul perchè il CAS non abbia voluto o potuto
destinare le somme necessarie ai lavori di manutenzione e per la sicurezza
delle fatiscenti arterie in concessione.
Bisogna dire che in Sicilia esistono due tipologie di enti sottoposti alla
vigilanza degli assessorati della Regione Siciliana: alcuni a carico del
bilancio della stessa Regione che vi provvede con trasferimenti diretti e non occasionali; altri, non a carico della Regione, i quali, autonomamente, provvedono alla copertura dei costi d'esercizio attraverso risorse proprie, come ad es. gli enti fiera.
I primi rientrano nella legge regionale n.10/2000, gli altri no.
La concessionaria nata nel 1996 da una convenzione Regione-ANAS SpA, secondo la Regione è disciplinata dalla legge regionale n.10/2000, come ente non
economico. In quanto tale deve o dovrebbe beneficiare di trasferimenti diretti di fondi regionali, cosa che le avrebbe consentito di ripianare i paurosi deficit di bilancio che si è lasciato accumulare ogni anno. In altri termini, si sarebbe assicurato il regolare e costante impegno di somme nel tempo per gli appalti per i lavori necessari ed il pagamento delle ditte fornitrici di
materiali e servizi. Resta un mistero perché ciò non sia accaduto. E qualcuno deve spiegare perché, soprattutto alla luce dei decessi (oltre 20 nel solo
2011) cagionati dalle gravissime condizioni in cui sono state lasciate le
arterie gestiste.
Probabilmente si potrebbe essere in presenza di gravissimi reati contro la
pubblica amministrazione.
Riteniamo che i cittadini abbiano diritto ad avere questi chiarimenti non solo dai dirigenti e dai legali rappresentanti CAS, ma anche e soprattutto dall'Assessore alle Infrastrutture ed dal Dirigente generale del dipartimento dell'assessorato, in quanto responsabili della vigilanza sui bilanci preventivi e consuntivi in base alle norme dello Statuto della Concessionaria, e quindi della gestione dei fondi regionali di cui il Consorzio è destinatario in base alla l.r. 10/2000.
Anche perché i pericoli incombono su oltre 300 Km di rete autostradale, avendo avuto il merito la Procura di Patti di aver fatto periziare quella porzione che rientra nella propria giurisdizione tra Aquedolci e Patti. Analogamente occorre intervenire sulle altre tratte. Ecco perché questa Associazione attraverso i
propri legali presenterà esposti a tutte le altre Procure perché si abbia
contezza della reale e complessiva situazione di pericolo e si possa
intervenire con la dovuta urgenza a salvaguardia della collettività.
ACU Messina