Tagli FS - Lettera di Mobilitiamo Messina al Governo

Pubblicato il 11/12/11

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Mobilitiamo Messina è un movimento che raggruppa partiti,
sindacati, associazioni, la cosidetta società civile, nato nei mesi scorsi a
Messina come reazione alle politiche di dismissione e tagli praticata da FS
e dal precedente Governo.

La Lettera:


Sen Mario Monti
Presidente del Consiglio dei Ministri
Roma

Dr. Corrado Passera
Ministro dello Sviluppo Economico,
delle Infrastrutture e dei Trasporti
Roma

On.le Raffaele Lombardo
Presidente Regione Siciliana
Palermo

OGGETTO: Taglio dei collegamenti ferroviari

Da domani Trenitalia restringerà pesantemente le opportunità ed il diritto
di mobilità dei siciliani, riducendo ancora una volta il numero dei treni
che collegano l’isola con il continente.

Oltre all’ennesimo ed irreparabile dramma occupazionale, i disagi che i
passeggeri subiranno a causa di questa decisione non saranno solo il
ridimensionamento in poche fasce orarie, ma anche e soprattutto la quantità
di posti a disposizione, la riduzione di alcuni servizi e l’aumento dei
costi del biglietto.

I pochissimi collegamenti che infatti l’azienda intende garantire, oltre a
prevedere un numero inferiore di vetture che forniscono solo alcuni servizi,
si attesteranno tutti alla stazione di Roma Termini, e per raggiungere le
altre destinazioni del Paese, i passeggeri avranno a disposizione solo i più
onerosi “Freccia Rossa”, che però partiranno dalla diversa stazione di Roma
Tiburtina.

In pratica come deciso dal precedente Governo, che ha diretto tale
operazione sottoscrivendo i piani industriali ed il contratto di servizio
della società pubblica, Trenitalia sarà libera di privare metà della nazione
del servizio di “lunga percorrenza”, quello sancito nelle norme che regolano
i rapporti tra Stato ed azienda, e di dirottare i passeggeri sui suoi
servizi più convenienti, quelli cosiddetti “di mercato”, dove appunto ha i
maggiori ricavi, e soprattutto non è sottoposta ad alcun vincolo.

Un meccanismo perfetto quindi, quello nato dalla convenienza di controllore
e controllato, che da un lato ha consentito, e consente, al Governo di
procedere nel taglio di risorse al settore, preservando però altre aree del
Paese, e dall’altro riduce gli obblighi dell’azienda pubblica per i servizi
“a contratto con lo Stato”, garantendogli al contempo migliori guadagni nel
segmento di mercato.

Un congegno che però penalizza duramente l’intero meridione d’Italia, e
peggio ancora assesta un colpo mortale alla vivibilità, all’occupazione ed
all’economia di un territorio, come la Sicilia, posto all’estremità del
Paese.

Per la Sicilia il treno è stato ed è ancora uno strumento fondamentale ed
insostituibile di crescita e di sviluppo. Anche se anacronisticamente lento
e con servizi scadenti, ha tuttavia salvaguardato fasce di utenza tuttora
precluse agli altri vettori ed ha comunque garantito, con tariffe, posti,
frequenza e viaggi notturni, gli spostamenti da e verso l’sola ad ampi
strati della popolazione siciliana e ad una buona parte di turisti.

Il recidere artatamente questo strumento, adducendo cali di passeggeri che
altro non sono che il risultato dell’impossibilità di prenotare posti ed
anche di accedere a carrozze che Trenitalia ha preferito far circolare
vuote, farà si che un'altra parte di lavoro e quindi di reddito e benessere,
verrà a mancare in tutta l’isola.

Pensare di ovviare a tale condizione attraverso combinazioni tipo gommato e
treno è del tutto improponibile perché il piano dei tagli di Trenitalia
agisce da vero moltiplicatore per la Sicilia, ed alle soppressioni operate
nell’isola si sommeranno quelle della vicina Calabria.

Nemmeno i voli low cost, tanto sbandierati da Trenitalia, e nati per proprio
per concorrere sul terreno della convenienza del treno potranno mai
bilanciare i guasti prodotti da Trenitalia, dato che la riduzione del
segmento ferroviario, e la diminuzione di concorrenza, renderanno alla fine
superfluo il mantenimento delle basse tariffe aeree.

La sconvenienza e l’incapacità di concorrere con gli altri segmenti di
trasporto, disincentiveranno ancora più l’utilizzo del ferroviario e ciò,
oltre alla chiusura degli impianti, sancirà, soprattutto per la città e la
provincia di Messina, che non possono contare su alternative, l’aumento
delle difficoltà di accesso, l’interruzione della “continuità territoriale
dello Stato” e la consegna del mercato dei trasporti ai privati, che
chiaramente saranno interessati a gestire solo alcuni servizi facendo pagare
un prezzo maggiore.

Per la Sicilia e per Messina, dunque, non si tratta di difendere l’improponibile
mantenimento di un privilegiato e costoso sistema di trasporto, ma di
rivendicare in un territorio che al contrario di altri non può nemmeno
contare su altri segmenti privati alternativi, la soglia minima di garanzia
entro la quale lo Stato è tenuto a garantire il diritto costituzionale di
offrire pari opportunità per i cittadini, salvaguardando i principi di
sussidiarietà dei territori e di mobilità delle persone e delle merci.
Se, come dichiarato e come crediamo, l’obiettivo fondamentale ed ineludibile
del Paese è, insieme al ripiano del deficit, far ripartire la crescita, ne
consegue che in Sicilia, ed a Messina, proprio per la sua emergenziale
condizione economica, la decisione di Trenitalia è un pericoloso e
contraddittorio ostacolo a quel risultato che il nuovo Governo dovrebbe
immediatamente preoccuparsi di rimuovere.

Chiediamo pertanto al Governo un urgente intervento su Trenitalia al fine di
annullare quanto pericolosamente disposto e l’immediato avvio di concrete
azioni tese a colmare il gap infrastrutturale dell’isola con il resto del
Paese.

Chiediamo al Governo Regionale di esercitare a pieno il proprio ruolo,
attuando tutte le iniziative utili, e preavvisiamo che in assenza di
risposte da parte del nuovo Governo Nazionale intraprenderemo una grande
mobilitazione a difesa dei diritti e del futuro del territorio.

Distinti saluti
Messina,li 10.12.2011
“Mobilitiamo Messina”
(API, Associazione L’Altra Città, CGIL,Circoli Socialisti, Comitato
Pendolari dello Stretto, Confapi, Fast. Fed.dei Verdi, IDV, Lega Autonomie
locali, Lega Coop, Orsa, PD, Rif. Comunista, SEL, UGL)


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