Una storia infinita, un copione scontato, destinato a ripetersi in un tutta la sua drammaticità, e che continua a vedere Messina afflitta e rassegnata di fronte all’endemico problema del traffico pesante che, spessissimo, attraversa il centro cittadino.
Un’annosa questione ormai divenuta emergenza cronica. La città soffoca e si spegne nella stretta di questo caos di mezzi pesanti che ingolfano la circolazione ed ammorbano l’aria, recando ingenti danni alle diverse attività commerciali, anche storiche, che insistono nelle diverse zone di transito (Viale Europa, Viale Boccetta, ecc.).
Di contro troviamo la presunta impotenza, o forse, sarebbe meglio dire, l’inettitudine dell’Amministrazione comunale, che, sebbene dotata di poteri speciali in materia di viabilità, si mostra incapace di affrontare in modo risolutivo, o quanto meno accettabile, una situazione che si fa sempre di più insostenibile.
Di fatto, l’emergenza mezzi pesanti è stata affrontata con il conferimento di mandati straordinari e l’attribuzione di poteri speciali; rimedi che però si sono rivelati inutili e/o inadatti alla risoluzione della problematica in questione.
Tuttavia, i provvedimenti emanati dal Primo Cittadino, nella sua qualità di Commissario per l’emergenza viabilità e traffico, al quale spettavano l’onere e la responsabilità di adottare interventi in grado di ridare ossigeno e vivibilità ad una città nella morsa del traffico pesante, si sono dimostrati pressoché inutili, con l’adozione di lacunose soluzioni tampone, incapaci di incidere sulle ragioni profonde che stanno alla base della già difficoltosa viabilità cittadina.
Alle tante emergenze quotidiane che affliggono la nostra città, si aggiunge, oggi, l’ennesima chiusura dell’ approdo di Tremestieri, che ha, ovviamente, determinato il moltiplicarsi, nelle vie del centro, della presenza di mezzi pesanti ed anche aperto nuove vertenze sindacali.
Causa principale di questa ennesima “invasione” di gommato pesante è stata l’assenza di operatività a pieno regime della struttura portuale della zona sud ed inoltre un ritardo spropositato nella riparazione dei danni provocati dalla mareggiata del 2008, ritardo che ha precise responsabilità.
Gli approdi di emergenza avrebbero dovuto assorbire il 50% del traffico gommato, una percentuale che, grazie alla professionalità del personale addetto era notevolmente aumentata.
E’ ovvio che vi sono precise responsabilità in capo a chi non è stato capace di intervenire per far ripartire a pieno regime l’approdo di Tremestieri, determinando, così, un impietoso ridimensionamento dell’utilizzo pari al 55% , mentre il restante 45% del traffico è inevitabilmente destinato, in assenza di valide soluzioni alternative, ad usufruire per l’attraversamento dello Stretto della Rada San Francesco e della Stazione Marittima.
Si tratta di circa 300.000 TIR in transito nella città in un anno, una cifra impressionante, che crea profondo disagio ed impone alla cittadinanza uno stato di intollerabile disagio e sudditanza al traffico, con l’Amministrazione comunale apparentemente incapace di affrontare il problema.
Risultato: invivibili le vie del centro, enormi disagi per la cittadinanza, che nel quotidiano è costretta a misurarsi con i pericoli rappresentati dall’attraversamento della città per recarsi sul posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola e svolgere tutte quelle attività che attengono al vivere quotidiano di ciascuno.
La cittadinanza attende un intervento da parte di chi ha la responsabilità ed i mezzi per affrontare il problema che non si risolva in vane promesse o quanto meno poco credibili autoassoluzioni, alle quali, poi, puntualmente non fa seguito alcun reale provvedimento.
Il sindaco, ancora una volta, non si è dimostrato all’altezza di tutelare i propri concittadini da una presenza che ne mette seriamente a rischio l’incolumità.
Nessun presidio permanente del corpo della Polizia Municipale è stato disposto in una zona nevralgica come il viale Boccetta, un provvedimento che si sarebbe dimostrato lungimirante ed azzeccato per garantire un corretto e disciplinato deflusso del traffico, con particolare attenzione alle fasce orarie di maggiore rischio.
Opportuno ed auspicabile sarebbe intervenire anche per creare, in prossimità dell’approdo di Tremestieri, aree di stoccaggio degli automezzi pesanti, per impedire che la presenza dei TIR, nelle fasce orarie più critiche, contribuisca a congestionare il complesso traffico urbano.
Le ordinanze di chiusura degli approdi si susseguono e le avverse condizioni metereologiche incidono ulteriormente sui già lenti lavori di riqualificazione e consolidamento della diga danneggiata.
La ragione ultima del provvedimento di inagibilità è legata alla necessità di intervenire nella parte sottostante il livello del mare, in seguito ad un nuovo insabbiamento della invasature, causato dal forte vento che ha flagellato la zona sud nella notte tra il 5 ed il 6 novembre u.s..
Ipotesi più accreditata rimane la possibile chiusura della struttura portuale per un periodo di tre mesi.
Si attendono indicazioni da parte dell’Autorità portuale circa gli interventi di consolidamento della struttura, legati all’esito dei sondaggi effettuati sui fondali, per verificare l’effettiva possibilità di attracco delle navi.
L’approdo, realizzato attraverso un finanziamento straordinario da parte del governo nazionale a seguito delle proteste dei comitati cittadini, era nato con l’obbiettivo di liberare la città dalla devastante presenza dei tir.
La città è un bene che appartiene a tutti e come tale va tutelata e migliorata e l’interesse dei cittadini non può essere barattato in nessun caso.
Non possono essere dimenticate le tante vite spezzate, un costo davvero troppo alto, un inferno che ha messo in ginocchio la città per precise responsabilità dell’Amministrazione comunale.
Il Coordinatore Cittadino Il Consigliere Provinciale
Nello Pergolizzi Vincenzo Calabrò .