
Messina, 29/11/2011
Un quartiere residenziale, una realtà a misura d’uomo con spazi verdi, giochi per bambini, intrattenimento anziani, un campetto sportivo, una linea di trasporto pubblico e persino un anfiteatro. Un piccolo gioiello di edilizia, un posto perfetto da vivere; almeno sulla carta. Agli inizi degli anni 90 vennero realizzate a Faro Superiore in Contrada Badessa, cooperative di edilizia privata destinate a riqualificare l’area, attraverso investimenti nel settore capaci di determinare il rilancio del piccolo centro urbano della zona nord della città. Oggi, aggirandosi in Contrada Badessa, la realtà che lo sguardo abbraccia è profondamente diversa; il sogno della riqualificazione è stato ancora una volta violato. Strade e vialoni si intersecano tra di loro senza la necessaria segnaletica stradale e senza illuminazione pubblica, le aree destinate al verde hanno lasciato posto ad alte sterpaglie e a cumuli di immondizia. Promesse fagocitate da rovi, cresciuti ad altezza d’uomo, che come in un incantesimo hanno fermato il tempo e spezzato ogni speranza di rinascita. Giostre, altalene ed altri luoghi di incontro sono inagibili; scomparse le panche in legno e ferro battuto, al loro posto monconi di strutture obsolete agganciati al suolo. Incuria, degrado, indifferenza, assenza delle istituzioni ripropongono un copione sempre uguale a sé stesso, nel colpevole silenzio delle autorità cittadine. Oggi l’area si presenta in condizione di abbandono e degrado, complice l’indifferenza di una città silente; ciò che emerge è indice dell’incapacità di coloro, che avrebbero dovuto operare nell’interesse della comunità e dare risposte risolutive e programmatiche. “Le opere di urbanizzazione necessarie sono altre, come ad esempio – indica Di Mento- la copertura del torrente Papardo rimasta incompiuta, la realizzazione della Sp 45 la quale darebbe un senso omogeneo alla già caotica viabilità; unica nota positiva l’approvazione della delibera, da parte del Consiglio Comunale, relativa all’ampliamento dell’area cimiteriale di Faro Superiore.” E sulle responsabilità dell’amministrazione comunale Di Mento punta il dito: “Quest’amministrazione non è stata in grado di comprendere – incalza- come il rilancio di una città non possa prescindere da una riqualificazione mirata e proficua delle aree periferiche; riqualificazione possibile solo attraverso il decentramento delle attività decisionali al territorio. Le circoscrizioni sono le uniche realtà in grado di conoscere da vicino le problematiche – prosegue- diversamente queste non hanno ragione di esistere e sarebbe più sensato procedere alla loro abolizione, ritornando al Delegato Municipale, con la certezza di un risparmio di risorse economiche non indifferente”. In assenza di interventi risolutivi, FaroFuturo è pronta a fare la propria parte – ammonisce Di Mento - non ci intimoriscono possibili sanzioni, come quella inflitta a Monsignor D’Arrigo, al quale è stata notificata una sanzione pecuniaria pari a 300 euro, per aver provveduto in autonomia a ripristinare la segnaletica stradale nel tratto antistante la chiesa dell’Annunziata; dopo mesi di richieste inascoltate il prelato ha pensato bene di colmare il vuoto di un amministrazione fallimentare, incapace ed indifferente. Anche la responsabile del Centro Servizi di FaroFuturo, Rossella Scipilliti, si è espressa a riguardo: “Non è sicuramente un belvedere il “panorama” che si presenta agli occhi di chi si trova a passare o abita in quella zona; ma la cosa peggiore è che a fare le spese di questi disagi sono in particolare le categorie socialmente deboli come anziani e bambini privati di aree di incontro e socialità in grado di rafforzare quel sano senso di appartenenza ad una comunità. “La nostra presenza sul territorio è completa – conclude Di Mento - FaroFururo vuol essere la voce di questa comunità, una voce capace di colmare la distanza delle istituzioni e porre fine all’assenza di rappresentanza istituzionale, politica e sociale”.
Emma De Maria