CGIL su caso ATM-ALSTOM

Pubblicato il 17/11/11

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(U.S. CgilMe) – 16 nov ‘11 – L'intervento di Pino Foti, segretario generale della Filt Messina - la categoria della Cgil che segue il settore dei trasporti- sulla vicenda ATM/Alstom. Duro il giudizione sull'operato e le intenzioni dell'ammnistrazione comunale.

" Accollare 1.607.000 euro all’ATM  vuol dire chiudere l’azienda aspettando la liberalizzazione dei servizi pubblici.

L’ATM è stata ed è certamente gestita male ma il debito con l’Alstom è inequivocabilmente il costo delle manutenzioni che ha ogni azienda a cui però la partecipata messinese non ha potuto far fronte a causa dell’insufficienza dei trasferimenti comunali.

Tutti sapevano e sanno che nessuna azienda nel mondo può sopravvivere se l’importo delle proprie risorse resta invariato per oltre un decennio, ma anziché porre per tempo rimedio si è preferito sfruttando la causa della malagestione, nominare presidenti, commissari e consiglieri d’amministrazione ed ingrossare la pletora dei consulenti.

Il fatto che da oltre 4 milioni di euro si sia arrivati a 1.607.000 euro indica quale sia il vero motivo per il quale non si pagavano e non si pagheranno gli stipendi e come tutti gli annunci ed i solenni impegni di Buzzanca siano stati solo un grande bluff.

L’ATM non aveva i soldi per arrivare a fine anno e quel 1.607.000 euro sono una vera pietra tombale per la partecipata che dimostra casomai ce ne fosse ancora bisogno come l’amministrazione comunale non abbia mai avuto alcuna reale intenzione di salvare azienda e lavoratori e come invece l’unico preciso obiettivo sia sempre stato solo quello di rinviare il problema attendendo la scadenza del mandato e la legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici che seguirebbe la privatizzazione già decisa dall’ultimo governo in barba all’esito del referendum.

Senza risorse, con un debito aggiuntivo ed un quadro normativo in peggiorativa evoluzione è logico prevedere che Buzzanca starà ancora una volta a guardare mentre a pagarne le spese saranno sempre  lavoratori e cittadini. I primi perché oltre allo stipendio saranno immediatamente privati di qualunque garanzia occupazionale, i secondi perché oltre a ritrovarsi con un costo più oneroso del servizio (ogni privato pretenderà un lauto compenso da parte del comune per mantenere il costo politico del biglietto ed effettuerà solo le linee più convenienti) saranno costretti ad accollarsi gli oltre 50 milioni di debiti della liquidazione dell’ATM.

Tutto ciò non è dovuto ad un destino inesorabile ma all’incapacità degli amministratori che negli anni non hanno mosso un dito per risanare e mettere ordine in quell’azienda procurando di fatto un danno alla stessa ed alle casse comunali.

Se ciò dovesse malauguratamente accadere pagheremmo tutti un po’ di più tranne chi si vedrà regalato questo grande mercato che non conosce crisi e che ha invece un tendenziale aumento della domanda come appunto il trasporto pubblico.

Questo scenario va quindi scongiurato e dato che le responsabilità non possono essere sempre orfane, Buzzanca se vuole continuare a fare il sindaco, si assuma le sue per la parte che gli compete, ed indichi finalmente ai lavoratori ed alla città come vuole risolvere questo problema.  

CGIL Messina


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