Oceano, Cgil: “Il Consiglio comunale esprima un giudizio netto di contrarietà”
(U.S.Cgil ME) – 8 nov ‘11 – Il segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano, interviene sul nodo Ponte/atto integrativo evidenziando come la questione Ponte, negli anni, non abbia prodotto effetti positivi o concreti per il territorio ma solo condizionato qualunque ipotesi di sviluppo o di intervento per la città. “Il Grande inganno- dice Oceano riferendosi appunto al Ponte- non ha prodotto solo guasti al nostro territorio ma ha fatto di più perché ha praticamente impedito di discutere di qualunque progetto di sviluppo e crescita diverso o semplicemente più realistico. Ha compresso ogni ragionamento altro e emarginato qualunque proposta anche non necessariamente in contrasto col progetto Ponte. Per altro verso, il Ponte è servito come alibi e diversivo, a volte persino come prospettiva consolatoria, agli scippi che di volta in volta sono stati fatti al nostro territorio con la complicità delle classi politiche di centrodestra che siedono al Comune, alla Provincia, all’Ars e in Parlamento. Come nel caso delle infrastrutture, dei fondi, dei finanziamenti per la messa in sicurezza e la ricostruzione di Giampilieri e San Fratello ”.
Dopo il dibattito d’aula di ieri, Oceano chiede al Consiglio comunale, riconvocato per venerdì prossimo, una presa di posizione netta. “Il Consiglio comunale, alla luce delle diverse ma convergenti posizioni emerse ieri, deve ora andare fino in fondo esprimendo un giudizio netto di contrarietà all’adesione dell’Amministrazione comunale di Messina all’atto integrativo di Programma quadro esplicitando che in caso contrario si determinerebbe una cesura insanabile tra il sindaco e il consiglio comunale”.
“Messina, il nostro territorio - prosegue Oceano- hanno bisogno di superare definitivamente questo Grande inganno, l’idea totalizzante del Ponte e guardare a progetti di sviluppo seri, fattibile, alle infrastrutture di cui necessità il nostro territorio. Ad altri livelli istituzionali spetterà poi verificare le responsabilità circa le modalità con cui si è consentito alla Stretto di Messina di muoversi con i medesimi poteri e relative deroghe che hanno consentito alla Protezione civile di fare tanti guasti in tutto il Paese. La città - conclude quindi Oceano-, si deve impegnare e mobilitare partecipando attivamente alla costruzione del proprio futuro perché non esiste scorciatoia rispetto alla fatica e all’impegno della partecipazione democratica”.
CGIL Messina