La delibera consiliare era stata ritirata dall’amministrazione per individuare una strategia di rilancio dell’azienda e del sistema di mobilità urbana gradito a lavoratori e sindacato che tenesse conto però dei paletti imposti dalla Regione.
Per ottenere il contributo regionale erano e sono necessari, com’è noto, la costituzione di una Spa, un piano di gestione e un contratto di servizio. Poiché però, la mancata certificazione dei bilanci e delle perdite pregresse non consentiva la trasformazione dell’azienda speciale in Spa, l’amministrazione aveva proposto l’unica strada percorribile, la messa in liquidazione, procedura che avrebbe garantito sia il rilancio del servizio (oggi girano solo 30 bus e 6 vetture del tram) sia la continuità occupazionale.
Ad oggi non vi sono novità, anche se, nel corso di un seminario organizzato dal Centro Studi “Politica e Territorio” si è individuata una strada diversa dalla messa in liquidazione, non gradita all’azienda e ai lavoratori, attraverso la definizione di bilanci e perdite pregresse, possibile con l’apertura di un tavolo tecnico tra la Ragioneria del Comune e l’Atm, che consentirebbe la costituzione di una sola Spa a totale capitale pubblico almeno per i primi anni.
Anche se occorre fare in fretta per evitare il precipitare della situazione, è preferibile che qualunque decisione, di competenza del Consiglio Comunale su proposta del Sindaco, venga presa a conclusione di questo ulteriore confronto tecnico per mirare alla massima condivisione possibile, come garantito ripetutamente da Buzzanca.
Messina, 5 ottobre ’11
I consiglieri comunali
Paolo Saglimbeni
Carmelo Conti