Circuito del Mito Estate 2011. Gli appuntamenti di mercoledì 31 agosto. A Capo d’Orlando (Me) va in scena a Villa Piccolo lo spettacolo “L’oro del Cavaliere” scritto e diretto da Alberto Samonà. A Trapani il musical “Il mio piccolo Giudice” e a Racalmuto (Ag) lo spettacolo “Atmosfere di Sicilia”.
Palermo, 30 agosto 2011. Proseguono gli appuntamenti previsti nell’ambito del Circuito del Mito, la manifestazione organizzata dall’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo sotto la direzione artistica di Giancarlo Zanetti. Centosettanta produzioni per 600 serate da luglio ad ottobre in luoghi suggestivi dell’isola: dai fari alle piazze storiche, ai castelli. E ancora: aree archeologiche, antichi mulini, cantine borboniche e chiese. Tre gli spettacoli in programma per mercoledì 31 agosto, secondo quanto comunicato dalla direzione artistica:
Provincia di Messina
A Capo d’Orlando va in scena a Villa Piccolo (Strada Statale 113, km. 109),alle 21, L’oro del Cavaliere scritto e diretto dal giornalista Alberto Samonà. Lo spettacolo è un viaggio nelle atmosfere del tardo medioevo, attraverso una scansione ritmico-rituale fra narrazione e musica, con riferimenti all’esoterismo cristiano. La serata, organizzata dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, chiude il ciclo della rassegna Le porte del Sacro-Attraversamenti. In scena gli attori Cesare Biondolillo e Gea Gambaro (narratori), ed i musicisti Cesare Tinì (liuto arabo, oud) e Francesco Valenti (liuto arabo e flauto ney). Scene di Ambra Gioia. Protagonista de L’oro del Cavaliere è un giovane cavaliere vissuto realmente nella città siciliana, della cui identità non si sa niente e del quale resta oggi soltanto una scultura funebre attribuita al Laurana e custodita al Museo Diocesano del capoluogo siciliano. Attraverso il racconto si tenta di dare un’identità a questo giovane, il cui scopo – e tema dominante del reading – è di comprendere il mondo e la vita attraverso lo studio di se stessi. Il giovane scolpito nella lastra marmorea diviene, dunque, il protagonista di una vicenda materiale e, al contempo, simbolica. Viene immaginato come un cercatore di verità, consapevole che la società del suo tempo ormai trasuda ipocrisia e mondanità, mentre il proprio destino è di sacrificare la vita stessa per servire fino in fondo l’ideale cavalleresco e non finire nelle carceri dell’Inquisizione, nel Castello a Mare di Palermo, a causa della propria visione mistica. Lo spettacolo è accompagnato da strumenti musicali della tradizione mediorientale. A fare da cornice alla narrazione ci saranno anche brani di musica sufi ottomano-turca.