Coordinamento di Difesa Diritti e Tutela Territorio: precisazioni riguardo la manifestazione di Tirreno Ambiente

Pubblicato il 31/05/11

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Apprendiamo dalla stampa del concorso “Una mascotte per l’ambiente” promosso dalla Tirreno-Ambiente, con il patrocinio del Provveditorato agli studi di Messina e della Provincia Regionale e svoltasi al Blu Hotel di Portorosa alla presenza di studenti degli istituti comprensivi della zona. L’intento della manifestazione era quello di “sviluppare il senso civico negli studenti e con il preciso compito di formare futuri cittadini consapevoli”.

La società che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea vorrebbe accreditarsi in un ruolo positivo in materia ambientale ma, proprio sull’argomento, notevoli dubbi serpeggiano tra la popolazione dei comuni limitrofi alla discarica (Furnari, Terme Vigliatore e Falcone). Ormai da quasi un decennio, quotidianamente, tali comunità convivono con i gravissimi problemi igienicosanitario derivanti dalla discarica, costituiti prevalentemente dai miasmi asfissianti che ammorbano l’aria, dalla moltitudine di gabbiani che imperversano sulla montagna artificiale di rifiuti spargendo focolai virali sul territorio, dal transito indisturbato di camion che attraversano i centri interessati.

Con l’iniziativa di Portorosa la Tirreno-Ambiente vorrebbe presentare all’opinione pubblica l’ennesimo progetto tecnologicamente avanzato, basato sulla “biodigestione anaerobica”, capace anche di realizzare energia pulita. Molti sono però gli interrogativi che le comunità direttamente interessate al problema si pongono.

Cogliendo questo diffuso disagio, il Comitato DDTT si chiede se questa società possa ancora godere di credibilità. Già nel 2009 la Tirreno-Ambiente, in diverse sedi anche istituzionali, preannunciava la realizzazione impianto di “biostabilizzazione” che, a suo dire, avrebbe eliminato il disagio delle comunità interessate ai miasmi e che sarebbe stato già operativo nel gennaio 2010.

Questo ipotetico impianto, mai realizzato, ha giustificato un ampliamento della discarica di altri due milioni di metri cubi di rifiuti non bio-stabilizzati, con il conseguente aggravarsi di una situazione igienico sanitaria che affligge le predette comunità locali, i cui miasmi nauseabondi dimostrano inequivocabilmente come la gestione dell’impianto svolta dalla Tirreno-Ambiente sia assolutamente irregolare e non rispetta minimamente i principali requisiti richiesti dalla normativa vigente.

Del resto, è stato proprio il neo Presidente della Tirreno Ambiente, Dr. Francesco Cannone, ad ammettere nell’ evento di Portorosa che “la tutela dell'ambiente deve essere migliorata rispetto alla gestione dissennata degli ultimi tempi”.

La stessa “gestione dissennata” che nel 2006 aveva indotto il Ministero dell' Ambiente a dispone la chiusura della discarica di Mazzarrà Sant' Andrea per “diversi elementi critici. Fra questi, la mancata previsione della discarica nel piano regionale, l’assenza della valutazione d’impatto ambientale e l’abbondante superamento del limite autorizzato, oltre la dislocazione dei rifiuti in maniera difforme dal progetto originario, rendendo le previsioni sulla sicurezza e sulla stabilità dell’impianto non più attuali”.

Eppure, mentre accadevano questi fatti, i vertici della Tirreno-Ambiente presentavano la discarica come una sorta di “Paradiso terrestre”, sfoggiando virtuosismi gestionali e meritoria capacità imprenditoriale!

Sempre in occasione dell’evento del 26 maggio, pure il Presidente della Provincia Regionale, sen. Nanni Ricevuto, svolgeva apprezzamenti nei confronti della società-mista, affermando:
“Non possiamo non apprezzare il ruolo di quegli operatori del settore, in questo caso Tirreno-Ambiente, che testimoniano la volontà di partecipare, non solo allo smaltimento dei rifiuti, ma anche alla realizzazione di campagne di promozione della salvaguardia ambientale”.

Il sen. Ricevuto dimenticava che nella recente vicenda dello smaltimento dei rifiuti di Napoli, accolti nella discarica gestita dalla Tirreno-Ambiente, proprio l’Assessore all’Ambiente della medesima Amministrazione provinciale prendeva le distanze da tale conferimento che, a suo dire, era avvenuto a sua insaputa e senza autorizzazione mentre la dirigente del dipartimento Ambientale della Provincia Regionale di Messina, dr.ssa Carolina Musumeci, in un articolo apparso sul settimanale l'Espresso del 4 maggio 2011, rilevava che tale conferimento non rispettava la normativa nazionale.

Quindi quando il Presidente Nanni Ricevuto parla di partecipazione allo smaltimento dei rifiuti, afferma una cosa esatta: la “partecipazione” ai rifiuti di Napoli c’è stata. Anche se “a sua insaputa” ed anche ad insaputa del suo assessore all’Ambiente.

Vi è da considerare che ben più vigili e consapevoli della Provincia Regionale di Messina e della Regione Siciliana, si sono mostrati sotto il profilo della salvaguardia ambientale la Regione Puglia e la Spagna, allorquando si sono entrambe rifiutate di smaltire i rifiuti di Napoli.

Per loro, infatti, non era possibile, determinare preventivamente quale tipologia di rifiuti sarebbero stati conferiti.

Per tale motivo, non volendo accettare questa interessata sponsorizzazione e questo “festival degli elogi” rivolto alla Tirreno-Ambiente, il Coordinamento di cittadini Difesa Diritti e Tutela del Territorio (DDTT) vuole porre l’accento su alcune questioni di questa gravissima vicenda che resta drammaticamente aperta.

A fronte di questi fatti, il Coordinamento DDTT rileva che la Tirreno-Ambiente non ha dimostrato di avere gestito la discarica nel rispetto delle leggi vigenti e, quindi, di non avere a cuore il rispetto di questo territorio. Si possono pure raccontare “favole” ai giovani scolari che sembrano più belle quando sono accompagnate dai regali.

Gli adulti che vivono nei territori interessati alla discarica non credono più alle favole. Nè tantomeno ai propagandati miracoli delle nuove tecnologie, neppure se elogiate e sostenute da compiacenti amministratori provinciali e regionali. Del resto da adulti ci si ricorda sempre della favola di Cappuccetto Rosso e del Lupo cattivo e di come quest’ultimo, per indurre in inganno l’innocente bambina e consumare così il suo misfatto, assumeva le vesti della Nonnina amabile e buona. Non riusciva, però ad ingannare il Cacciatore che riportava a lieto fine la vicenda.

Al di là delle favole e dei miracoli, il Coordinamento Difesa Diritti e Tutela del Territorio ritiene che su questa grave questione occorre fare chiarezza e denunciare ogni facile illusione o ogni evidente inganno. Ma soprattutto, per difendere il nostro territorio occorre tenere alta ogni forma di vigilanza e di controllo.

Furnari - 31 Maggio 2011
Coordinamento Difesa Diritti e Tutela del Territorio


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