Si rinnova domenica 8 maggio a Sinagra la tradizionale festa dedicata al patrono San Leone. Questa celebrazione per le sue peculiarità demo-etno-antropologiche è stata inserita, nell’ottobre 2008, nel registro delle Eredità Immateriali istituito dall’Assessorato dei Beni culturali e ambientali della Regione Sicilia. Il tradizionale rito, che richiama fedeli da tutto l’hinterland nebroideo, ha inizio nella tarda mattinata dopo la celebrazione della santa messa. I devoti prelevano la statua del santo e la sistemano sulla portantina lignea (vara o baiardu) con la quale verrà portata a spalla per le vie del paese fino a tarda sera. La parte più caratteristica della festa è la corsa effettuata nel pomeriggio (intorno alle 16,00) dalla via Vittorio Veneto sino alla chiesa dell’Addolorata in piazza San Teodoro. L’attuale corsa vuole ricordare un’antica consuetudine che si svolgeva fino a quaranta anni fa. Era tradizione, infatti, che dopo il passaggio nella chiesa del Crocifisso, San Leone prorompesse in una serie di corse, dette miracoli i santu Liu, per soccorrere i malati nel centro del paese. Tale uso, a causa di disguidi tra portatori e forze dell’ordine e per il naturale mutamento sociale, è stato normalizzato nell’attuale corsa alla quale ancora oggi si può assistere. Al termine della corsa la statua è portata prima al Cimitero, poi nel vecchio quartiere di San Marco tra strette strade (vanedde) e passaggi molto difficoltosi e infine alla Pietra di San Leone in contrada Gorghi. La giornata prevede inoltre la consueta fiera e lo spettacolo serale offerto dall’Amministrazione Comunale. Quest’anno è in programma l’esibizione del cabarettista Giovanni Cangialosi, a seguire il tradizionale spettacolo pirotecnico della ditta Castorino.