Scendendo lungo la costa orientale da Messina verso Siracusa non si può non far tappa a Taormina, splendida cittadina di circa diecimila abitanti che, posta su un altopiano a picco sul mare, offre un panorama unico per la bellezza delle sue acque e il suggestivo sguardo sull’Etna.
Di origine greca, antica Tauromenion (che significa Toro), conobbe le dominazioni romana e normanna. Rinomata soprattutto per il suo paesaggio e per le sue spiagge (Spisone, Mazzeo e la baia di Mazzarò), Taormina stupisce il visitatore anche per le bellezze architettoniche e per la ricchezza della sua storia, testimoniata dai resti della sua civiltà millenaria.
Il centro storico si sviluppa intorno al Corso Umberto, posto sull’antica Via Consolare Valeria e lungo il quale è possibile ammirare i “tesori” della città.
Ricordiamo i numerosi palazzi signorili, come palazzo Santo Stefano e palazzo Corvaja, sede antico del Parlamento Siciliano; il quattrocentesco palazzo Ciampoli, e il duomo dedicato a San Nicola di Bari (XIII secolo), con la sua struttura gotica a croce latina. La Torre dell’Orologio con la Porta di Mezzo da cui si accede al borgo, l’ex Convento di San Domenico con annessa la chiesa, che conserva elementi originali come il Chiostro e il Campanile; la Badia Vecchia o Badiazza, un torrione merlato di età normanna.
Del periodo medioevale sono le mura militari, che dal Monte Tauro si spingono fino al Castello fatto erigere dagli Arabi e terminato dai Normanni verso il ‘300.
Taormina è ricca di zone archeologiche. Splendidamente conservato è il teatro greco (secondo in Sicilia per grandezza dopo quello di Siracusa), in parte adagiato direttamente sulla roccia e trasformato dai romani in arena per giochi circensi.
Di origine romana sono i resti dell’Odeon, costruzione di età imperiale, e le Naumachie, un grandioso sistema idraulico per la raccolta di acque sorgive che, confluenti in un enorme cisterna, consentiva l’irrigazione delle terre attraverso una modernissima rete di canali.
Antonella Boemi