Fu fondata dalla popolazione dei siculi dell’VIII secolo a.C. Il suo nome fu originariamente Zancle, dal termine greco che significa Falce, ad indicare la caratteristica sagoma della penisola di San Ranieri che ospitava il primo centro abitato. Dopo essere stata sconfitta dai cartaginesi nel IV secolo a.C., la città entrò nella sfera di controllo di Dioniso di Siracusa e assunse il nuovo nome di Massena, da cui è derivata l’attuale denominazione.
Passata sotto la dominazione Romana, Bizantina, Normanna, Araba, Aragonese e, infine, Spagnola, Messina ha confermato nel tempo la sua vocazione di città commerciale, aiutata da una posizione strategica che la metteva al centro dei traffici marittimi del Mediterraneo.
Dopo il sisma del 1908 e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la città è stata quasi interamente ricostruita, rimangono poche tracce del suo fiorente passato. Nella zona della penisola che si estende verso il mare, si trovano i resti del Forte San Salvatore, prima opera di fortificazione della città e i ruderi della cittadella, che fu edificata nel XVI secolo come opera di difesa contro il nemico spagnolo.
Il centro storico della città si articola intorno alla piazza del Duomo, dove sorge la cattedrale che il nobile normanno Ruggero II fece edificare intorno all’anno Mille, e che nel tempo è andata soggetta a numerose ristrutturazioni. Il terremoto del 1908, in particolare distrusse quasi completamente l’edificio. La ricostruzione, affidata nel 1919 all’architetto Francesco Valenti, restituì alla città il proprio tempio, che all’interno simula strutture e decorazioni originali. Spicca estremamente la torre campanaria, con il noto orologio astronomico costruito a Strasburgo e inaugurato nel 1933.
Raro esempio di architettura gotica in terra siciliana, forse attribuibile a maestranze d’oltralpe. Fu edificata nella prima metà del XIII secolo, su uno schema a tre navate con pilastri a fascio che sorreggono arcate ogivali. In stato di sostanziale abbandono dal 1908, fu adibita a magazzino e polveriera fino a quando il Comune, nel 1874 non ne dispose il recupero, completato solo in anni recenti.
Risalente al periodo normanno, ha un impianto a basilica con tre navate; danneggiata, come altri edifici della città, dai terremoti, ha subito una larga serie di interventi che ne hanno modificato le sembianze originarie: fino al sisma del 1908, che causò il crollo delle strutture secondarie, riportando alla luce il nucleo più antico.
Su progetto dell’architetto Leone di Savoia (1872), è considerato fra i più belli d’Italia. Immerso nel verde,è sito in una posizione panoramica, con vista sullo stretto.