Acquedolci si è sviluppato in seguito alla frana che colpì l’abitato di San Fratello l’8 gennaio del 1922 (la presenza di un nucleo urbano è però attestata sin dal XV secolo) ed è divenuta comune autonomo il 12 Novembre 1969. Il suo nome deriva, probabilmente, dalla presenza di un vicino corso d’acqua, denominato Favara, anticamente reso dolciastro dalla lavorazione della canna da zucchero, che ebbe in Acquedolci uno dei centri di maggiore attività, dalla dominazione araba fino alla fine del 1700.
Le prime notizie storiche sull’abitato di Acquedolci le divulgano Tommaso Fazello, che cita Plinio il Vecchio, e Maurolico, che nel 1546 annota: “l’aque dulci fundaco”; ma la fonte principale è Diodoro Siculo che nel V libro della sua “Storia Universale” scrive di Acquedolci: “aque dulci cum taberna hospitatoria”.
Acquedolci, oggi, è una graziosa cittadina, ben strutturata urbanisticamente; vi fanno spicco con effetto immediato, di particolare suggestione, le sue ville e i numerosi angoli di verde.
Tra le manifestazioni merita particolare attenzione la sfilata dei carri allegorici che ogni anno si svolge nel periodo di Carnevale e richiama ad Acquedolci decine di migliaia di persone.
Il Pizzo Castellaro, propaggine settentrionale dell’imponente Monte di San Fratello, si erge a circa due chilometri a sud-est del centro abitato di Acquedolci, in una zona ricca di agrumeti e di ulivi secolari. Sulla sua parete rocciosa si apre, a 140 metri sul livello del mare, la grotta di San Teodoro.
La grotta, formatasi in seguito ad un fenomeno carsico verificatosi, all’incirca, otto - dieci milioni di anni fa, conserva una documentazione molto ricca e molto importante della storia della Sicilia, in termini di popolamenti di animali ormai estinti, e di resti dell’uomo preistorico.
Grotta: Da Lunedi a Sabato, dalle ore 9:00 alle ore 14:00 (escluso giorni festivi)
Antiquarium Comunale (Via F.Crispi): Da Lunedì a Sabato, dalle ore 9:00 alle ore 12:30 (escluso giorni festivi) Lunedì e Giovedì dalle 15:00 alle 17:00
Chiesa Madre “Beata Vergine Assunta”: Aperta al culto nel 1929, si palesa nel suo stile neoclassico, incorniciata dalla superba bellezza del monte di S. Fratello. L’ interno è a tre navate, la maestosa centrale e le due laterali più umili, ma impreziosite da sculture lignee.
Ruderi del Castello del 1700: Il primo nucleo di questo complesso fu una torre di guardia sorta all’inizio del XV secolo la cui costruzione va attribuita ad Augerot Larcan.
Le attività economiche prevalenti sono: il commercio, l'agricoltura e l'artigianato. I prodotti maggiormente coltivati sono i cereali, le olive e gli agrumi. I manufatti tipici sono in legno, ferro e marmo.